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Karl Lagerfeld e l’arte bizantina.

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Cos’ha in comune l’imperatrice Teodora, moglie dell’imperatore Giustiniano, con Coco Chanel? E che rapporto c’è fra Chanel e i mosaici bizantini di Ravenna? Come può l’arte bizantina influenzare una collezione di alta moda?

“ Che io possa morire prima del giorno in cui dovessi essere privata dei miei abiti purpurei o in cui i sudditi dovessero smettere di chiamarmi Maestà”.

Così parlava Teodora nel 532 d.C durante la rivolta contro il marito Giustiniano. La civiltà classica è stata caratterizzata da abiti magnifici creati con stoffe pregiate, per non parlare dei gioielli che adornavano le donne più ricche. I mosaici bizantini testimoniano tutt’oggi vergini avvolte in abiti di seta decorati da fantasie floreali, mantelli tinti con grandi quantità di porpora, perle e gioielli che avvolgono il capo.

Non è affatto necessario recarsi in Medio Oriente per conoscere da vicino l’arte bizantina. Organizza un viaggio a Ravenna e rimarrai incantato dalla maestosità dei mosaici ancora intatti nei monumenti paleocristiani.

A Ravenna puoi visitare ben otto monumenti :

  • il Mausoleo di Galla Placidia il Battistero Neoniano;
  • la Basilica di Sant’Apollinare Nuovo;
  • il Battistero degli Ariani, la Cappella Arcivescovile;
  • il Mausoleo di Teodorico;
  • la Chiesa di San Vitale e la Basilica di Sant’Apollinare in Classe;

Tutti i monumenti furono edificati tra il V ed il VI secolo D.C. Questi edifici di culto riflettono le importanti vicende storiche, politiche e religiose di Ravenna che ebbe l’onore di essere la prima capitale dell’Impero Romano d’Occidente.

Circa dieci anni fa Karl Lagerfeld fece un viaggio proprio a Ravenna. Lo stilista rimase molto colpito dai monumenti e dai bagliori avvolegenti dei mosaici.

Da questa esperienza nascono due grandi progetti dell’artista tedesco: il libro fotografico Byzantine Fragments e la collezione Pre-Fall 2010/2011 di Chanel.

Byzantine Fragments è una raccolta di fotografie di Karl Lagerfeld dei mosaici bizantini nella Basilica di San Vitale a Ravenna e concepito in connessione con la sua collezione Paris-Byzance per Chanel uscita nel dicembre 2010. Non si deve pensare al libro come un catalogo fotografico vero e proprio: le immagini di Lagerfeld, infatti, sono impressioni personali. Le foto sono stampate con bordi sfocati come se fossero immagini color seppia stampate su cartoline vintage. La sensazione è proprio quella tipica dei ricordi che riaffiorano nella mente, così i ricordi di San Vitale riemergono sulla carta stampata come in una pergamena medievale.

Il celebre stilista, pertanto, trasformò tutte queste visioni in una sfilata ispirata all’arte bizantina: la collezione Pre-Fall 2010/2011 di Chanel.

Il video della sfilata Paris- Bysance

In questa sfilata è lampante l’ispirazione ai mosaici che aveva ammirato a Ravenna. Le modelle hanno la testa decorata da corone regali, grandi bracciali, orecchini e collane dorate, i tailleur dallo stile inconfondibile di Mademoiselle Chanel sono realizzati usando materiali che ricordano le tesse musive. Tutta la collezione è un richiamo continuo a Ravenna, ma senza cadere nella riproduzione pedissequa come hanno fatto nel 2017 Dolce & Gabbana con la collezione dedicata ai mosaici di Monreale. La direzione presa da Karl, invece, fu completamente diversa. Nessuna riproduzione, ma la rielaborazione in chiave contemporanea di quelli che furono i caratteri principali dell’arte del tempo.

Le modelle, novelle regine, ricordano la regalità dell’imperatrice Teodora, la cui storia ricorda Coco Chanel.

Dettaglio de Il corteo di Teodora, Basilica di San Vitale, Ravenna.

Teodora non era nata nobile. Fu figlia di un certo Acacio, guardiano delle fiere all’Ippodromo di Costantinopoli e dopo la morte del padre il suo destino non fu molto felice fino a quando conobbe Giustiniano. Gabrielle Chanel nacque in un ospizio dei poveri. Il padre era un venditore ambulante e in seguito alla morte della moglie non riuscì a prendersi cura di loro. Le tre sorelline Chanel furono affidate alle suore. Nelle collezioni di Chanel si può percepire, infatti, l’influenza degli anni di vita monacale nell’immancabile utilizzo del bianco e nero.

Vite che si intrecciano, l’arte che rivive nella contemporaneità: le storie belle meritano di essere raccontate e condivise. Al prossimo articolo! 😉


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