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Le influenze dell’antico Egitto sull’Art Déco

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L’antico Egitto ha sempre esercitato un grande fascino nel mondo occidentale. Quando parliamo di Egitto in relazione alla moda non possiamo non pensare al khol, alle gemme preziose, alle parrucche dei sovrani. Accanto a questi elementi emblematici, facciamo una breve rassegna di quella che fu la moda tra il 4000 e il 3000 a.C in Egitto. Le infradito che amiamo indossare in estate sono una invenzione egiziana e il lino era la fibra tessile più usata perché proveniente dalle coltivazioni lungo il Nilo. Dalla piccola statuaria e dagli affreschi ricaviamo testimonianze di tessuti plissettati; le pieghe erano ottenute dalla stiratura del tessuto ancora umido utilizzando una tavola con scanalature. E cosa dire dei bracciali e delle cavigliere smaltate? La moda estiva è una continua ispirazione dal mondo medio orientale, non trovate?

L’Egittomania è un fenomeno costante e ricorrente, ci furono dei periodi in cui questo trend conobbe dei periodi di particolare sviluppo: la spedizione in Egitto di Bonaparte, la scoperta della tomba di Tutankhamon e del busto di Nefertiti.

Nefertiti è uno dei simboli indiscussi della bellezza universale. Statue e rilievi rappresentano una donna dalle forme sinuose e un volto meraviglioso. Ricordiamo che l’arte è sempre stata rappresentazione di un ideale e anche quando i grandi pittori rinascimentali si cimentavano nei ritratti dei propri committenti tendevano a idealizzarne i tratti. Ecco perché quando scoppiò la rivoluzione della fotografia fu un vero e proprio shock trovarsi rappresentati per come si fosse realmente, senza alcun filtro, a differenza delle immagini di oggi modificate con Photoshop.

Busto Nefertiti

Quando il busto di Nefertiti venne esposto al pubblico nel 1923 l’egittologia dilagò nuovamente nel mondo occidentale già fomentato per l’eccezionale scoperta della tomba di Tutankhamon avvenuta l’anno precedente. Se nel corso del XIX secolo ci pensò l’Art Nouveau a farsi influenzare dall’egittomania come dimostrano alcune opere di Mucha, negli anni ’20 del XX toccò all’Art Déco farsi travolgere dalla presenza di influssi egiziani.

I manufatti nella tomba di Tutankhamon hanno ispirato il movimento Art Déco. Arte, moda, architettura sono letteralmente impazziti per queste scoperte. In architettura ricordiamo l’Hoover Building a Londra realizzato fra il 1931/32 caratterizzato da un ingresso in pieno stile Déco con evidenti richiami all’arte egiziana. A New York possiamo ricordare il Chrysler Building.

E la moda? Tanti furono gli accessori di design e di moda come scarabei e gatti. Articoli e copertine di Harper’s Bazar fra il 1927 e 1928 testimoniano questa influenza mostrando gli accessori femminili dell’epoca su illustrazioni di profili femminili facendo eco alle rappresentazioni di profilo tipiche dell’antichità egizia.

Un ulteriore aspetto del design dell’Art Déco influenzato dal design egiziano, o almeno dalla percezione egiziana, fu il concetto di stile femminile. Gli anni 1920 e 1930 furono l’inizio di una nuova era per lo stile femminile dopo le mode austere dei primi del 1900. L’Egitto, con le sue divinità femminili e figure femminili dominanti, ha contribuito a rinnovare le tendenze. Il cinema ha contribuito alla diffusione delle nuove mode.

Nel 1930 uscì la storia di Cleopatra interpretata da Claudette Colbert. Il film è stato realizzato sulla base della popolarità dell’Art Déco di ispirazione egiziana, o “Stile del Nilo”, come veniva talvolta indicato nei circoli di Hollywood. L’immagine di Colbert come Cleopatra rispecchiava molto di più lo stile Art Déco che la ricreazione storica del design egiziano.

Anche i gioielli del periodo Art Déco furono fortemente influenzati dal design egiziano. I manufatti provenienti dalla tomba di Tutankhamon venivano riprodotti o venivano presi come fonte di ispirazione per rielaborare nuovi gioielli in perfetto stile Art Déco. Sebbene i motivi egiziani fossero stati ampiamente usati prima di allora, era la prima volta che venivano usati così tanto nel design moderno. Van Cleef e Arpels a Parigi collocarono minuscole figure egiziane in pietre colorate su uno sfondo di diamanti e il mitico Cartier progettò orologi di ispirazione egiziana. Vennero utilizzati nuovamente il platino, l’oro, i diamanti per tradurre la magnificenza dei tesori ritrovati in Egitto. Tuttavia, questo tipo di gioielleria divenne meno popolare dopo il crollo di  Wall Street nel 1929 e furono nuovamente utilizzati materiali più economici.

Il bob, il trucco per risaltare gli occhi, i motivi decorativi come sfingi, piramidi, scarabei, gatti, i fiori di loto che ritroviamo in borsette, abiti, cappelli, soprabiti e annunci pubblicitari è tutto frutto di questa tendenza che torna a stagioni alterne fino ad oggi.

Ecco un elenco di sfilate ispirate all’Egitto:

  • 1997, John Galliano –> https://bit.ly/2vFGyCu
  • 2004, Dior –> https://bit.ly/3aebngL
  • 2015-2016 Camaiani –> https://bit.ly/3adiqX7
  • 2016-2017 Givenchy –> https://bit.ly/3a9PCyy

E voi siete pronti a farvi travolgere dallo spirito dell’Antico Egitto?


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(2) Comments

  1. Alle elementari adoravo gli egizi, avevo tantissimi libri a riguardo. Inutile dire che, quanto ho scoperto l’Art déco, ho amato anche quello. Mi è davvero piaciuto il tuo articolo. Buona giornata!

    1. admin says:

      Sono molto felice che hai apprezzato il mio articolo! Sai che il mio amore per l’arte è nato proprio alle elementari e con l’Egitto? è bello condividere lo stesso ricordo!

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